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Gli ebrei nigeriani: una tribù perduta in cerca del proprio posto

  • Israel Unfolded
  • 9 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando si pensa alle comunità ebraiche nel mondo, vengono in mente soprattutto gli ebrei ashkenaziti europei o quelli sefarditi e mizrahi del Medio Oriente. Ma al di là di queste narrazioni più note, esiste un capitolo affascinante e poco conosciuto della storia ebraica - in Nigeria. Gli ebrei nigeriani, spesso identificati come ebrei Igbo, fanno parte di un movimento crescente di comunità africane che stanno riscoprendo - o scoprendo - l’ebraismo.


Nigerian Jews praying in a synagogue.

Ebrei nigeriani che pregano in una sinagoga.


Un po’ di storia

Il popolo Igbo (si pronuncia "ì-bo") è uno dei più grandi gruppi etnici della Nigeria, con circa 35 milioni di persone. Tra loro, migliaia si identificano come ebrei, credendo di discendere da una delle tribù perdute di Israele - in particolare quelle di Gad, Zabulon, Menasse o Efraim, a seconda delle diverse tradizioni orali.

Sebbene non esistano prove archeologiche o genetiche definitive, molti ebrei Igbo sostengono che i loro antenati fossero israeliti migrati attraverso il Nord e l’Ovest dell’Africa dopo la distruzione del Primo o del Secondo Tempio. Altri ipotizzano che l’identità ebraica si sia formata nel tempo grazie ai contatti con mercanti ebrei o comunità ebraiche nordafricane.


Rinascita di un’identità dimenticata

La rinascita moderna dell’ebraismo tra alcuni Igbo è iniziata nel XX secolo, in particolare dopo la guerra civile nigeriana (1967-1970), nota anche come la guerra del Biafra. Il trauma del conflitto, durante il quale gli Igbo tentarono senza successo di secedere, portò a un periodo di ricerca spirituale. Alcuni iniziarono a riscoprire usanze che sembravano rispecchiare quelle della Bibbia ebraica.

Da qui è nata una riscoperta della preghiera ebraica, delle leggi alimentari, della circoncisione all’ottavo giorno e di un’identità condivisa con gli ebrei nel mondo. Oggi si stima che ci siano tra i 5.000 e i 10.000 ebrei praticanti in Nigeria, distribuiti in decine di sinagoghe e centri comunitari.


Usanze e pratiche

Gli ebrei Igbo osservano Shabbat, celebrano le principali feste ebraiche come Pesach, Sukkot e Yom Kippur, e seguono le leggi kosher. Pur ispirandosi in parte all’ebraismo ortodosso, molte delle loro pratiche sono nate localmente, tramandate oralmente o ricostruite attraverso i testi biblici.


Le sinagoghe sono spesso semplici, costruite con materiali locali, e i rotoli della Torah - quando disponibili - sono trattati con grande venerazione. In assenza di rabbini ufficiali, le funzioni religiose sono guidate da leader comunitari come nze o rosh kehilla, spesso autodidatti o formati a distanza.


Sfide e riconoscimento

Nonostante l’impegno profondo, gli ebrei nigeriani non sono ancora ufficialmente riconosciuti dalle istituzioni ebraiche principali, inclusa la Rabbanut israeliana. Ciò complica la possibilità di fare l’aliyah (immigrare in Israele secondo la Legge del Ritorno), se non attraverso una conversione formale.

La sicurezza è un’altra sfida. Nel 2021, il governo nigeriano ha represso il movimento separatista IPOB (senza legami ufficiali con gli ebrei Igbo), ma la comunità ha comunque subito pressioni e intimidazioni. Alcuni leader sono stati arrestati o perseguitati.

Eppure, la comunità non si arrende.


Legami con Israele

Negli anni, si sono intensificati i contatti tra gli ebrei nigeriani e Israele o organizzazioni ebraiche della diaspora. Gruppi come Kulanu, Shavei Israel e Be’chol Lashon hanno fornito supporto tramite testi religiosi, corsi e visite di rabbini. Alcuni ebrei Igbo hanno studiato o viaggiato in Israele, portando a casa nuove conoscenze per rafforzare le comunità locali.

Nel 2022, una delegazione Igbo ha partecipato a un evento globale online per le comunità ebraiche africane - un piccolo ma significativo segnale di inclusione.


Perché la loro storia è importante

La storia degli ebrei nigeriani non parla solo di un ritorno alla fede perduta, ma di identità, resilienza e desiderio di appartenenza. In un mondo dove l’ebraismo è spesso definito da confini geografici o etnici, la loro esperienza ci sfida ad allargare la visione e ad accogliere nuove voci nella storia ebraica.

Come molte altre comunità emergenti in Africa, Asia e America Latina, gli ebrei nigeriani ci ricordano che l’ebraismo non è un club chiuso, ma una fede viva e in continua evoluzione.

 
 
 

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